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Lavoratori Immigrati di Classe B PDF Stampa E-mail
mercoledì 16 aprile 2008
Passate le feste, si ritorna alla vita di sempre, che in Thailandia non è solo quella "luccicante e spensierata" del mondo turistico, ma anche quella di poveri immigrati.


Nella Thailandia del 2008 non esiste una categoria di immigrati "accettata e benvoluta", solo i facoltosi pensionati hanno qualche misero privilegio.
Tutti gli altri, compresi sposati, lavoratori, imprenditori, si scontrano con un ottuso sistema di leggi che regolamenta visti e permessi di lavoro.
Comunque a "noi immigrati" che portiamo denaro e benessere solo calci nei coglioni, ai disperati Birmani la morte!
Solo in Phuket ci sono migliaia di immigrati clandestini che lavorano come manovali, stipati in baracche di lamiera ai bordi delle lussuose ville che costruiscono con mezzi rudimentali.
Li vedi alla sera caricati sui pick-up nei cassoni, anche 40persone attaccate una all'altra mentre autista Thai si diverte a farne "volare" qualcuno guidando come un pazzo.
Che tristezza!
Ci ricordiamo di questi disperati solo quando ne ammazzano 50alla volta trasportati clandestinamente nella cella frigo di un camion.
Per il resto crediamo ancora alla favola del paese del sorriso...

Martino M.

Lavoratori Immigrati di Classe B


Scritto da Bangkok Post - Traduzione Ivan Pasinetti per VisaForThai
Monday, 26 November 2007

Il Deputy Prime Minister Sonthi Boonyaratkalin ed i Governatori di 5 province sono stati criticati (parola inglese utilizzata "condemned", ma non credo proprio che corrisponda all'Italiana) per presunta discriminazione nei confronti di lavoratori immigrati, costretti a rinunciare a normali attivita' giornaliere per il loro diritto a lavorare in Thailandia.

Cose come fare una chiamata con il telefono cellulare, guidare una macchina o un motorino, liberta' di culto o dare alla luce bambini, tutto cio' e' bandito per ragioni di sicurezza secondo una politica del controllo del numero dei lavoratori stranieri, questo cio' che asserisce Sriprapha Petcharamesree, direttore dell'Ufficio "Human Rights Studies and Social Development" presso la Mahidol University.

Questo tipo di proibizioni cominciano ad avere un impatto a dir poco spiacevole, lavoratrici incinte cercano di abortire con mezzi propri e nelle maniere piu' incredibili pur di non essere ri-impatriate nei loro paesi d'origine.

Qualcuna di queste povere "disgraziate", ha perfino fatto ricorso a stecchetti di legno per lo spiedo per abortire i propri bambini, dice ieri Mrs Sriprapha durante un seminario per la discriminazione del lavoro straniero. E' come se noi uccidessimo gente indirettamente!

Mrs Sriprapha e' davvero preoccupata che altre donne nelle medesime condizioni utilizzeranno i loro indescrivibili metodi d'aborto pur di poter lavorare in Thailandia.

Il Generale Sonthi ha ordinato alle autorita' di Samut Sakhon di imporre a lavoratrici straniere di partorire i figli nel loro paese d'origine e questo per ovviare a future eventuali richieste di cittadinanza per i bimbi nati qui da madri straniere.

Samut Sakhon, una provincia nei pressi di Bangkok, e' tra le destinazioni di questi lavoratori immigrati. Secondo il Generale Sonthi, ci sono stati 2,000 nuove nascite tra i 100,000 lavoratori stranieri nella provincia.

Il piu' dei lavoratori di cui stiamo parlando vengono dalla Cambogia, Myanmar e Laos.

Ci sono 5 province che hanno adottato questo brutale approccio di controllo del numero di lavoratori stranieri, precisamente: Samut Sakhon, Phangnga, Phuket, Rayong e Ranong . L'ultima confina con il Myanmar a sud-ovest.

Questi provvedimenti hanno indignato e scatenato forti reazioni tra gli attivisti dei Diritti Umani e Studenti, secondo loro il Governo sta usando un approccio sbagliato per la soluzione dei problemi legati ai lavoratori immigrati.

Il Governo dovrebbe trovare sistemi piu appropriati per controllare i loro numeri e pensare un po di piu' ai Diritti Umani, questo cio' che asserisce Mrs Sriprapha.

 
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