Phuket Thailandia
 


 
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domenica 23 novembre 2008


Bangkok, sindacati e opposizione annunciano la paralisi totale
Minaccia di uno sciopero a oltranza se il governo non darà le dimissioni in blocco. I leader del Pad dicono di voler fermare i lavori parlamentari in vista del vertice Asean. Esercito e polizia sono in stato d’allerta, mentre l’ex premier Thaksin parteciperà a una manifestazione promossa dai suoi simpatizzanti.

Bangkok (AsiaNews/Agenzie) – Se il governo non darà le dimissioni, il prossimo 25 novembre uno sciopero generale paralizzerà la Thailandia. Lo riferisce Sawit Kaewvan, leader di una organizzazione sindacale ombrello che rappresenta oltre 200mila lavoratori di 43 imprese statali. Il sindacalista minaccia un blocco a oltranza delle attività che rischia di far sprofondare l’economia del Paese, già segnato dalla crisi politica interna e dal crollo dei mercati finanziari.

Sawit invita i lavoratori a sostenere le iniziative dell’Alleanza popolare per la democrazia (Pad) – legata alla sponda conservatrice del Paese, vicina alla monarchia e agli ambienti militari – che, dalla fine di agosto, ha avviato una massiccia campagna contro l’esecutivo occupando gli edifici governativi.

Per domenica 23 novembre i membri del Pad minacciano di bloccare i lavori parlamentari alla vigilia di un vertice straordinario, previsto per il giorno successivo, in cui si dicuterà del prossimo summit dei Paesi dell’Asean in programma a Chiang Mai, nel nord della Thailandia, il mese prossimo. “Rimuoveremo tutti i funzionari di governo dalle imprese statali e ogni sigla sindacale mobiliterà i propri iscritti, invitandoli ad aderire alla protesta in programma lunedì 24 novembre alle ore 10. Le manifestazioni proseguiranno a oltranza” riferisce un documento diffuso dalla Confederazione dei lavoratori delle imprese statali.

La nuova campagna di proteste annunciata dal Pad è una risposta all’esplosione di una granata durante una manifestazione dei simpatizzanti dell’opposizione: la mattina del 20 novembre a Bangkok un ordigno ha colpito un gruppo di dimostranti, uccidendo una persona e ferendone 23. L’alleanza attribuisce al governo l’attacco, minaccia nuove violenze e invoca le dimissioni del Primo Ministro Somchai Wongsawat, accusato di essere un pupazzo nelle mani del cognato ed ex-premier Thaksin Shinawatra, in esilio e accusato di corruzione.

La Thailandia è sull’orlo del caos e la situazione potrebbe ancora peggiorare: Thaksin annuncia la propria partecipazione a una manifestazione indetta dai suoi simpatizzanti, in programma il 13 dicembre prossimo. Esercito e polizia sono in stato d’allerta: le squadre antisommossa sono pronte a contenere le dimostrazioni in programma il 23 e il 24 novembre e non si esclude l’uso della forza. Una analoga manifestazione, lo scorso 7 ottobre, ha lasciato sul campo due morti e quasi 500 feriti.

 
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