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Si allenta la tensione tra Thailandia e Cambogia dopo gli scontri armati. PDF Stampa E-mail
sabato 18 ottobre 2008

I due Paesi hanno deciso di effettuare i pattugliamenti di frontiera congiunti dopo gli scontri a fuoco in cui sono stati uccisi due soldati cambogiani.
Gli scontri vicino al vecchio tempio Preah Vihear hanno causato diversi feriti in entrambi i settori e successivamente si è assistito allo scaricabarile sulla responsabilità per l’inizio dell’incidente, tra il ministro degli esteri thailandese Sompong Amornvivat ed il ministro degli esteri della Cambogia, Hor Namhong.
Non molto rassicurante l’invito del ministro Sompong, ai cittadini Thailandesi, di lasciare al più presto la Cambogia.
Al centro della controversia è Preah Vihear inserito, a luglio, nell’elenco dei monumenti del Patrimonio Mondiale, dalle Nazioni Unite.

mercoledì, ottobre 15, 2008

La disputa di Preah Vihear degenera in conflitto.

Fonte: http://www.repubblica.it/

PREAH VIHEAR (Cambogia)
- Nuovi scontri a fuoco sono scoppiati oggi alla frontiera tra Thailandia e Cambogia vicino alla zona contesa dell'antico tempio di Preah Vihear. Lo riferisce un militare cambogiano mentre un fotografo della Reuters sul posto ha raccontato che un missile, lanciato dalla parte thailandese, gli è passato sulla testa.

Il comandante cambogiano Bun Thean ha precisato che "soldati cambogiani e thailandesi si stanno sparando". Preab Tan, governatore della provincia cambogiana, ha confermato alla Reuters che sono in corso scontri a fuoco e ha aggiunto che i primi a sparare sono stati i thailandesi.

Ieri la Thailandia aveva inviato rinforzi alla frontiera dopo che lunedì il primo ministro cambogiano Hun Sen aveva minacciato di far diventare l'area "una zona di morte" se i thailandesi non si fossero ritirati entro mezzogiorno del giorno dopo.

L'area dove sorge l'antico tempio di Preah Vihear, che ha una storia di 900 anni, si trova in una zona di confine ed è stata da sempre motivo di scontro tra i due Paesi che ne hanno rivendicato la legittimità territoriale. Nel 1962 la Corte di giustizia internazionale ha attribuito la zona alla Cambogia, ma la tensione negli anni non è mai calata e in più occasioni i due governi si sono accusati a vicenda di "violazione della sovranità territoriale". I thailandesi controllano infatti i principali accessi e diversi settori non sono stati delimitati, cosa che alimenta la tensione che si riaccende periodicamente.

Tre mesi fa, quando l'Unesco attribuì al tempio lo status di "patrimonio mondiale dell'umanità", i due stati sono tornati allo scontro vero e proprio, schierando nell'area oltre duemila truppe in assetto da guerra. Secondo i vertici militari thailandesi "la situazione rimane molto tesa" dopo i fatti degli ultimi giorni e il governo di Bangkok per motivi di sicurezza ha persino invitato i propri cittadini a non recarsi in Cambogia.

Nei giorni scorsi il premier cambogiano Hun Sen aveva lanciato un ultimatum, intimando ai militari di Bangkok di ritirarsi dalla zona. "Le truppe thailandesi hanno accettato di ritirarsi dalla zona di Intry", aveva detto il generale Neang Phat, segretario di Stato presso il ministero della Difesa cambogiano. "I militari thailandesi hanno lasciato la zona, tornando alle loro caserme a circa un chilometro di distanza", aveva a sua volta dichiarato al telefono all'agenzia France Presse Yim Pim, un alto ufficiale cambogiano presente sul posto. Ma non sono giunte finora da parte thailandese conferme ufficiali del ritiro
Scontro a fuoco al confine fra thailandesi e cambogiani Militari nella zona

 

 
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